Batman mi affascina. Perché è oscuro. Perché è buono e violento ad un tempo. Perché è l'unico supereroe privo di superpoteri, e per questo certamente molto umano. E me ne frego se alla
DC Comics hanno deciso di far morire
Bruce Wayne: per me il
Cavaliere Oscuro è e sarà sempre
Wayne, perché solo lui ha le motivazioni e la forza di essere quel che
Batman è.
Quelli che mi conoscono sanno che sono un lettore sopraffino coi "paraocchi", che difficilmente scende a compromessi; in quanto tale non leggo tutto
Batman: apprezzo solo il
Batman degli anni Settanta (quello di
O'Neil ed
Englehart, per intenderci che, sebbene
pre-Crisis, è unanimamente considerato come "definitivo") ed Ottanta. Sarà una follia, ma ho deciso di leggere
Batman solo fino ad
Una morte in famiglia: un
Batman chiuso, forse, ma che almeno mi permette di gettare un ideale ponte narrativo fino a
Il ritorno del Cavaliere Oscuro di
Miller. Sono fermamente convinto infatti che non sia necessario "accettare" i cambiamenti imposti dalla
DC ai propri personaggi: d'altronde, se uno si affeziona ad un "certo tipo di Batman" (parlo dell'
Uomo Pipistrello, ma lo stesso discorso potrebbe essere fatto per qualunque altro supereroe
DC o
Marvel), perché subirne le evoluzioni?
Orbene: quanti volessero discutere su
Batman ("chi è e come è diventato quel che è") e sugli albi più belli del
batverso, ho aperto all'uopo un
topic sul mio vecchio
forum.