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"La fantascienza non è una profezia, ma una proiezione appassionata dell'oggi su di un avvenire mitico:
e per questo aspetto partecipa della letteratura e della poesia
" (Sergio Solmi, 1959)

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sto leggendo:

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sto guardando:

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sto giocando:

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sto ascoltando:

This is It (Michael Jackson), Ancora una notte insieme (Pooh), Il centro del mondo (Ligabue), Wonferful life (Zucchero)

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"Le aeronavi dei Savoia. Protofantascienza italiana 1891-1952" AA.VV.


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martedì, 17 novembre 2009

Creiamo uno spazio per i libri-di-genere in libreria!

Qualche post fa avevo evidenziato la difficoltà di reperire della buona fantascienza nelle librerie italiane, visto e considerato che i grandi pionieri del passato (Nord e Fanucci in primis) hanno tirato i remi in barca, e la gente preferisce leggere best seller di dubbissima qualità.
Oggi sollevo un'altra questione, ovvero l'assenza di uno spazio, in libreria, dedicato ai soli libri-di-genere: quando di fantasy e fantascienza se ne trova, infatti, i libri vengono solitamente ammassati in altre sezioni, con la conseguenza di confondere i nuovi lettori, nascondendo al contempo i testi agli appassionati. Orbene: lo sapevate che domani cade l'anniversario di una iniziativa lanciata qualche anno fa dal sito isfrd.org, mirata a prendersi una piccola vendetta nei confronti dei librai? L'invito di isfrd.org consiste nel recarsi nelle librerie di tutto il mondo a spostare i libri di fantasy e fantascienza "fuori posto" rimettendoli in un loro scaffale; una specie di protesta silenziosa avente lo scopo di creare una maggiore consapevolezza nei lettori/una maggiore sensibilità nei librai, atta a dimostrare che i libri-di-genere non sono affatto inferiori a quelli non di genere.

N.B. L'iniziativa è stata comunque annullata proprio da chi l'aveva proposta, quando sono arrivate le critiche e le osservazioni di chi se ne era accorto nei vari blog.

[fonte: Corriere della fantascienza]
postato da: fictionpub alle ore 11:15 | link | commenti
categorie: salottino fantascienza, salottino fantasy
lunedì, 09 novembre 2009

Circa il mio collezionismo. Quarta parte

La Biblioteca di randoman: come catalogo
E arriviamo all'ultimo post. Mi sembrava pur doveroso raccontare di come catalogo i miei libri e tengo traccia della mia collezione!
All'origine la catalogazione della mia biblioteca era piuttosto "primitiva": mi limitavo a dei semplici file di testo - uno per ogni autore; ma la cosa divenne ben presto spratica, soprattutto in occasione di ricerche. Inoltre, vedere i libri da me posseduti, nell'era dell'information technology, inseriti in un semplice elenco, rendeva il tutto molto "grigio"! Fortunatamente ho scoperto all'uopo un software per MacOS X davvero interessante: Delicious Library.
Delicious Library è un'applicativo iLife style che sfrutta Spotlight per effettuare ricerche tramite i metadata; quindi, una volta caricati i libri, è possibile cercare per titolo, autore, editore, collana, contenuto delle antologie! Davvero utile e immediato. Il programmino permette inoltre - tramite un sistema di rating a 5 stelle - di votare e "taggare" i libri letti. La catalogazione ha richiesto diversi mesi di lavoro: scannerizzate le copertine, ho voluto inserire - oltre le informazioni essenziali (titolo, autore, editore e collana) - anche il numero di pagg. e una sinossi (o il contenuto dell'antologia). Ma ne è valsa la pena: con un click posso avere sott'occhio tutta la mia collezione, sfogliarla virtualmente e creare delle smart list.
Il passo finale - giusto per un vezzo - è stato esportare la libreria in .html e metterla online sul fictionpub.

postato da: fictionpub alle ore 18:21 | link | commenti
categorie: news, salottino fantascienza, salottino fantasy

Circa il mio collezionismo. Terza parte

La Biblioteca di randoman: come restauro e conservo
Secondo i dettàmi del collezionismo, i restauri di un libro dovrebbero essere il meno invasivi possibile e, comunque, rimovibili in qualunque momento per riportare lo stesso all'aspetto originale. Addirittura c'è chi aborrisce l'uso del nastro adesivo e della colla vinilica, suggerendo collanti più leggeri.
Personalmente non sono esagerato fino a tal punto. Voglio dire: m'importa più il contenuto del libro (le storie, le curiosità, le esperienze e le avventure ivi raccontate), che il valore collezionistico dello stesso (che oltretutto trascende la qualità, dipendendo più che altro dalla rarità), anche perché NON ho mai avuto intenzione di rivendere quanto faticosamente raccolto.
Inoltre ci tengo che anche l'occhio (il mio!) abbia la sua parte. Perciò - e inorridite pure - non mi faccio scrupoli nel restaurare: generalmente mi limito ad una pulita esteriore con panno asciutto (no solventi!) e gomma bianca, o a riattaccare i dorsi/le pagine scollate ricorrendo a della vinilica o, in casi estremi, a del nastro biadesivo. Occasionalmente mi è anche capitato di portare qualche libro in legatoria per far sfilare di qualche mm i bordi pagina troppo sporchi o anneriti. In casi limite (una decina, giuro, non di più!) mi sono visto costretto a rilegare ex novo qualche libro e/o a rifare la copertina. Ho proceduto allora scannerizzando la vecchia e rovinata sovraccoperta, che ho poi ripulito al computer e ristampato in digitale, possibilmente su carta patinata.
Conservo i libri semplicemente in libreria, senza ricorrere a buste protettive. Evito solo di pressarli tra loro eccessivamente, tolgo la polvere settimanalmente e, quando li leggo, faccio attenzione a non aprirli troppo - onde evitare di piegarne la costa. Ovviamente non piego gli angoli delle pagine né sottolineo con la matita! P.Q.M. (Per Questi Motivi ) odio prestare i miei libri a chicchessia! Lo feci una sola volta, anni fa, con un romanzo di Shannara... dovetti ricomprare il libro: tanto era rovinato - ai miei occhi, of course - alla restituzione.
Ogni tre/quattro mesi ca tiro fuori tutti i libri per far prendere loro un po' di aria (i libri, specie quelli molto vecchi, ne hanno bisogno). Profitto di tale occasione per riorganizzarli e passare dietro quelli letti, portando avanti quelli da leggere.
Come organizzo? La mia morosa (e futura moglie ) vorrebbe, illogicamente, che i libri fossero sistemati in ordine di dimensione. Mai sentita cosa più folle! Catalogo innanzitutto per genere (fantascienza, fantasy, horror, giallo, scientific romance, narrativa d'anticipazione, fantathriller, fantastico sui generis, ecc...), e all'interno del genere per autore. Al contrario: trovo molto bello vedere che i libri si susseguono, l'un l'altro, in dimensioni, edizioni e colori differenti!

postato da: fictionpub alle ore 11:58 | link | commenti
categorie: news, salottino fantascienza, salottino fantasy

Circa il mio collezionismo. Seconda parte

La Biblioteca di randoman: come acquisto e colleziono
Come ho scritto qualche post fa, il collezionismo si vive come una cipolla, ovverosia a strati, perché l'homo collecticus (passatemi il latino mooolto maccheronico!) si evolve: all'inizio ci si impone delle "priorità", acquistando magari solo quel che conta o limitandosi a determinati autori o collane; poi, mano a mano che il materiale si accumula e che la propria mancolista si assottiglia, ci si ammala della febbre dell'arraffavolume.
Così - in parte - è capitato anche al sottoscritto. Inizialmente, quando mi resi conto che la narrativa-di-genere era quella a me più congeniale, acquistavo qualunque cosa mi capitasse sottomano, purché fosse di Dick, Asimov, Lovecraft, ecc... Dopo essermi ritrovato con qualche doppione, aver acquistato intere antologie per un solo racconto, o aver preso qualche "cantonata" (nel senso di aver acquistato del materiale non proprio eccelso), mi resi conto che era giunto il tempo di darsi delle regole.
Armatomi di santa pazienza, ho stilato allora una lista dei miei autori preferiti (ad oggi una sessantina, ma occasionalmente acquisto anche degli extra), e per ognuno di loro una precisa bibliografia in lingua originale, specificando a margine le varie edizioni italiane e i contenuti delle diverse antologie (benedetto sia il Catalogo Vegetti). Questo per orientarmi meglio negli acquisti, essendo molte novelle ristampate sovente con titoli differenti o in più collezioni di racconti.
Capirete che il passo verso il fictionpub è stato molto breve! Come Forrest Gump, mi sono infatti detto "se sono arrivato a questo punto tanto vale proseguire". E così ho fatto.
Ma torniamo all'argomento del post. Preciso che non sono, e non mi sento, un grande collezionista. Acquisto solo quello che potrei/riuscirei a leggere (prima o poi, s'intende! il tempo è la risorsa scarsa per eccellenza, come si studia in Economia). Che senso ha accumulare migliaia di volumi se poi non si riesce a trovare il tempo per apprezzarne le storie?
Come ho raccontato nella Prima parte, inizialmente mi sono rivolto al mercato del nuovo e, quando questo ha esaurito quel che aveva da offrirmi, mi sono buttato sull'usato, dove attualmente "sguazzo" e che mi ha permesso di recuperare delle perle da decenni introvabili.
Come acquisto? Non vado a collane, bensì ad autore o, più raramente, a genere. E' anche vero che sovente sconfino: leggendo Boucher è stato facile saltare dalla sua fantascienza ai gialli; leggendo Gemmell è stato immediato passare dal suo heroic fantasy ai romanzi storici; e così via. Non mi frega recuperare tutta Galassia o Urania! Sono invece molto selettivo: compro solo quello che ritengo valido. Per intenderci: non sono ossessionato dall'avere tutto Asimov ma sono interessato solo a "ciò che conta e che è di qualità" (ho detto Asimov giusto per fare un nome, ma lo stesso discorso varrebbe con ogni altro autore); m'interessano quei romanzi, quei racconti... e basta. Evito di acquistare doppioni, a meno che non si tratti di nuove traduzioni o edizioni integrali o copie in miglior stato di conservazione. Che senso ha collezionare tutto Urania se poi si finisce col possedere decine di doppioni (Urania è in edicola dal 1952 e, ciclicamente, i romanzi più importanti vengono ristampati)? E quando vado alla ricerca di un libro cerco possibilmente (ovviamente!) la migliore edizione in commercio, altrimenti pazienza: meglio quella che riesco a trovare, che niente.
Tornando alla cipolla: dopo aver quasi completato la mancolista (o meglio la mancolista 1.0), ed aver attraversato un paio di anni di torpore, l'essere riuscito - attraverso un paio di colpi di fortuna - a recuperare dei rari libri mancanti, ha riacceso in me una frenesia che mi ha spinto a "rivedere" la mancolista (adesso si chiama mancolista 2.0, hihihi) e a provare interesse verso libri inizialmente sottovalutati o scartati perché troppo cari! Comunque ci sono quasi: possiedo quasi quattrocento libri e credo che cinquecento sia un traguardo più che sufficiente.
Ho un'altra fissa: preferisco i brossurati, gli Urania e i tascabili paperback. Questo semplicemente perché i rilegati tendono ad occupare più cm in libreria... e io ho una cronica carenza di spazi.

postato da: fictionpub alle ore 10:07 | link | commenti
categorie: news, salottino fantascienza, salottino fantasy
domenica, 08 novembre 2009

Circa il mio collezionismo. Prima parte

La Biblioteca di randoman: come è diventata quel che è
Ho trentuno anni e leggo fantascienza, fantasy (e narrativa fantastica in generale) da almeno venti. Ricordo che la mia seconda lettura importante (il primo amore è stato il bellissimo Cuore di Edmondo De Amicis) è stato un romanzo-di-genere, La storia infinita di Michael Ende, preso in prestito dalla biblioteca comunale. In verità fui stimolato in questa lettura dall'omonimo film di Wolfgang Petersen, all'epoca appena uscito nelle sale cinematografiche. Anche la mia terza lettura importante è stata un romanzo-di-genere, un'edizione non integrale di Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne, avuta in prestito alla scuola elementare, in seguito ad uno di quegli scambi-libri tra alunni "imposti" dagli insegnanti.
Alle scuole medie scoprii Edgar Allan Poe, mentre mi avvicinai al fantasy moderno solo a quattordici anni. All'epoca studiavo al Tecnico Commerciale in quel di Milazzo e - durante l'attesa del primo autobus che mi riportasse al paese - bazzicavo frequentemente nella libreria locale. Un bel dì, un libro attirò la mia attenzione: I guardiani della Luce di David Eddings, primo volume della seconda serie della Belgariade. Lo trovai bellissimo e comprai il secondo e il terzo. Il quarto e il quinto libro tardavano però ad arrivare in libreria, quindi, quasi per ripiego, nutrii la mia astinenza con la Trilogia di Avatara di Richard Awlinson e il primo ciclo di Shannara di Terry Brooks. Mi vergogno a dirlo, ma all'epoca ignoravo l'esistenza di J.R.R. Tolkien e Robert Howard!
Fu grazie a mio cugino che scoprii "l'esistenza" di Fanucci e Nord, di alcune interessanti collane (Urania e FEC) e di importanti autori quali Isaac Asimov, Philip Dick, Robert Howard, J.R.R. Tolkien, Bruce Sterling, H.P. Lovecraft e William Gibson. Mi buttai allora alla scoperta dei suddetti recuperando il recuperabile.
Avviai anche i contatti con Fanucci e Nord: ricordo che all'epoca si ordinava per telefono o cedola di commissione libraria. In particolare, per risparmiare, avevo aperto un conto presso la Fanucci: versavo qualche centinaio di migliaia di lire in anticipo e, via via, mi facevo mandare i libri che più m'interessavano, sui quali ricevevo sconti e l'esenzione dalle spese di spedizione.
Quando iniziai a frequentare l'Università degli Studi di Messina le mie prospettive si allargarono decisamente: finalmente trovai delle librerie ricche di materiale (benedetto CIOFALO!), presso le quali ho trovato anche libri di piccoli editori, fino allora sfuggiti alla mia attenzione. Inoltre mi sono avvicinato al mercato dell'usato; non tanto con il Mercatino dell'usato che c'è vicino alla Fiera, quanto con la mitica fumetteria La Cassaforte del Vecchio Papero, di quello zoppo di Di Blasi e di quella santa donna di sua moglie !
Poco dopo, su Cosmo News, lo storico bollettino della Nord (quanto mi manca, sigh!), nella sezione "fandom", scoprii il giro dei collezionisti, grazie al quale (soprattutto al mitico De Luca, che mi ha agevolato non poco con i pagamenti) sono riuscito ad assottigliare la mia mancolista, nella quale ormai (e fortunatamente) resistono solo una decina di libri vecchi e rari (e probabilmente introvabili, se non a peso d'oro).
Un grazie lo devo però anche ad eBay, dove sono riuscito a realizzare ottimi affari (certa gente non si rende conto a volte di quel che vende...), e ad altri storici collezionisti (Il Custode, Pedro e Miky1) dove ho occasionalmente acquistato.

P.S. Non sono, e non mi sento, un grande collezionista. Ho circa quattrocento libri e non vado alla disperata ricerca di tutta la fantascienza e fantasy. Acquisto solo quello che ritengo valido e che so vorrò/riuscirò a leggere (prima o poi, s'intende!).
Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta.

postato da: fictionpub alle ore 12:01 | link | commenti
categorie: news, salottino fantascienza, salottino fantasy
martedì, 03 novembre 2009

La Leggenda di Beowulf. Commento

Ieri sera, più per curiosità (essendo questo una delle fonti dell'immaginifico capolavoro di J.R.R. Tolkien Il Signore degli Anelli), ho visto La leggenda di Beowulf.
Il film è di qualche anno fa, ma il motion capture e la grafica 3D fanno ancora la loro porca figura.
La pellicola racconta la leggenda di Beowulf, uno dei poemi epici sassoni più antichi (e anonimi), pur con le solite licenze hollywoodiane e la larga propensione verso la spettacolarità.
La trama. Un sontuoso festeggiamento nella reggia di Heorot, dimora del re danese Hrothgar ("interpretato" da Anthony Hopkins), sveglia Grendel, un mostruoso troll sensibile ai suoni, che si presenta nel salone e comincia a devastarlo uccidendo tutti quelli che gli si parano davanti. Il re lo affronta (scoprendosi dopo che ne è il padre) ma l'essere si dilegua fra le fiamme blu. Il re, quindi, chiede aiuto a qualche valoroso eroe e, in suo soccorso, arriva Beowulf, un grande guerriero dei geati. Beowulf affronta e sconfigge Grendel a mani nude, e viene nominato da Hrothgar nuovo re. Ma non è ancora finita: la madre del mostro, alla ricerca di un nuovo figlio, si presenta a Beowulf sotto le spoglie di splendida donna (Angelina Jolie) e con lui genera un figlio potente, questa volta un drago. Dopo decenni, ormai adulto, il drago si fa avanti e mette a ferro e fuoco la Danimarca e, sebbene anziano, Beowulf dovrà affrontarlo per proteggere il proprio regno; pur riuscendo a ucciderlo, morirà anch'egli nello scontro.
Che dire? Il film è gagliardo e l'ottima regia di Robert Zemeckis si vede! Personalmente poi, adoro il fantasy d'ambientazione vichinga (qualcuno ha nominato Olaf Spadarossa di H. Rider Haggard?).
Una storia di potere e tentazioni con qualche insegnamento - bellissima la frase di Beowulf quando si congeda dalla sua regina "Non ricordarti di me come re o come un eroe, ricordati di me come un uomo fallibile e imperfetto". Da vedere.

giovedì, 29 ottobre 2009

Clark Ashton Smith

I miei familiari, ovvero chi mi legge, sanno che sto vivendo un momento propizio in quanto al collezionismo: sto recuperando molto materiale in condizioni molto buone, a prezzi abbordabilissimi, e su eBay, e presso i collezionisti del giro della "Gilda" di fantascienza.com.
Ma il collezionismo è strano; è come una cipolla, perché si vive a strati, o meglio perché ci si evolve: all'inizio ci si impone delle "priorità", acquistando magari solo quel che conta o limitandosi a determinati autori o collane; poi, mano a mano che il materiale si accumula e che la propria mancolista si assottiglia, ci si ammala della febbre dell'arraffavolume! Così è capitato anche a me : dopo aver quasi completato la mancolista, ed aver attraversato un paio di anni di torpore, l'essere riuscito - attraverso un paio di colpi di fortuna - a recuperare quei rari libri mancanti, ha riacceso in me una frenesia che mi ha spinto a "rivedere" la mancolista e a provare interesse verso libri inizialmente scartati!
Comunque stavolta, per buona pace della morosa, ho davvero quasi finito!

Ma andiamo ad altro.
Forse perché trascinato dall'aver recuperato La venere di Azombeii di C.A. Smith, ho iniziato a leggere questo autore. Di C.A. Smith possiedo quasi tutta la narrativa breve pubblicata in Italia (in sette antologie: quattro MEB, due Fanucci e una Nord)... un vero tesoro, vuoi perché le suddette non sono più state ristampate, vuoi perché le ho pagate a caro prezzo (ca €20 al pezzo)!
Ad ogni modo: possiedo i suddetti libri da anni ma non ne avevo ancora letto un racconto. Fino adesso, che sto scoprendo un grande autore del supernatural horror (ma non solo), al pari di Poe, Lovecraft, Howard, Bierce, Machen e Blackwood! L'universo fantastico creato da C.A. Smith, pur non essendo molto originale, è tra i più affascinanti: sortilegi, amori mostruosi, necromanzia. Autore finissimo e dal sofisticato linguaggio, i suoi racconti, macabri e barocchi, sono veri e propri capolavori di horror fantastico: il suo stile è caratterizzato da una prosa sontuosa e lussureggiante di immagini; incastonata di preziosi virtuosismi linguistici e nomenclature arcane, esotiche ed evocative; capace di scendere nel dettaglio più scabroso ed inquietante senza mai scadere nella volgarità o nelle oscenità.
Se amate Lovecraft è da leggere assolutamente... anche se difficile da recuperare.
postato da: fictionpub alle ore 17:12 | link | commenti
categorie: news, salottino fantasy
lunedì, 19 ottobre 2009

In difesa della narrativa-di-genere

Sovente ho discussioni con mia cognata circa la qualità di quel che leggo. Stando al suo pensiero, tutto il fantasy è riconducibile al modello tolkeniano (maghi e folletti che lottano contro il cattivo di turno in un contesto squisitamente medievale), mentre la fantascienza è assimilabile in toto al tipo "superscientifico" à la Campbell (avventure spaziali ai confini della galassia su enormi astronavi ipertecnologiche e scontri con alieni dalla discutibile credibilità).
Solitamente passo sopra l'ignoranza della mia parente (dove con "ignoranza" intendo "mancata conoscenza dell'argomento"), evitando di iniziare battibecchi che probabilmente non porterebbero a nulla di buono: lei resterebbe nelle sue convinzioni, ed io ne guadagnerei solo un gran mal di testa!
Scrivo questo post nella speranza di far capire, non solo a lei ma a tutti coloro che minimizzano la qualità della narrativa-di-genere (chi non ricorda l'espressione, alquanto infelice, di Mike Bongiorno che definiva tutto il genere come "fantascemenza"?), che i due generi letterari di cui sopra hanno piena dignità artistica, al pari dei più blasonati (romanzo storico, giallo, mainstream), e certamente molto di più dei discutibili best seller di Dan Brown, Stephenie Meyer e J.K. Rowling.
In difesa del fantasy. Per quanto attiene il fantasy, devo ammettere in coscienza che mia cognata non ha tutti i torti. Il fantasy non richiede quel rigore, quella persuasività e quella coerenza - scientifici o presunti tali - della fantascienza, ma va preso così com'è ed accettato nella sua illogicità e fantasticheria: è un genere di letteratura che accoglie al proprio interno il magico e il metafisico, e racconta quasi sempre (nonostante i suoi sottogeneri - heroic fantasy, sword and sorcery e high fantasy - presentino tra loro notevoli diversità) del perenne scontro tra il Bene e il Male. Certo: Robert E. Howard, con le sue affascinanti figure antieroiche, insegna che non necessariamente l'eroe protagonista dev'essere "senza macchia e senza paura", e che non sempre costui combatte per la giustizia o per la pace del suo mondo, potendo quantunque farlo per il proprio tornaconto personale (la conquista di una donna, di un regno o di un tesoro, l'assassinio di un nemico, e così via discorrendo). E sebbene spesso e volentieri il fantasy ricalchi il modello codificato nella seconda metà dell'Ottocento da William Morris (vicenda fantastica ambientata in un mondo e in un tempo immaginari tipicamente medioevali - epoca particolarmente adatta giacché l'assenza delle armi da fuoco porta i personaggi ad uno scontro corpo a corpo e quindi a gesta "eroiche" - arricchita da elementi e popolata da creature ispirati alla mitologia nordica), modello a cui, a sua volta, si è ispirato il più famoso J.R.R. Tolkien, non necessariamente tutto il genere è ricondubile in tal senso: il contesto magico è ritrovabile anche in opere dall'ambientazione contemporanea (si pensi al ciclo de Il Demone, il Verbo e il Vuoto di Terry Brooks) o tecnologica (i cicli di Dune di Frank Herbert, Darkover di Marion Zimmer Bradley e Guerre Stellari), presentando in tali casi una mitologia propria e del tutto originale. Rappresentativo, da questo punto di vista, è il supernatural fantasy, un sottogenere di stampo orrorifico che presenta una propria cosmogonia di creature e divinità che insediano l'animo umano (Algernon Blackwood, lord Dunsany, il citato Howard, H.P. Lovecraft, Arthur Machen e C.A. Smith). Sostenere poi che la narrativa fantasy è "sempre la stessa storia" o affermare "non lo leggerò mai" è un grave insulto nei confronti di tutti quei classici letti, abusati e studiati a scuola, dei quali abilmente si tacciono le origini. Il fantasy è infatti il genere letterario più antico in assoluto, risalendo o essendo rintracciabile in opere quali: l'epica sumerica dell'Epopea di Gilgamesh, i testi teosofici e mistici, l'Iliade e l'Odissea di Omero, le saghe medioevali, celtiche e nordiche, il poema cavalleresco, la Tempesta e Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, il Peter Pan di James Barrie e Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Ma non di meno è insulto per il fantasy moderno. Autori quali il già citato Tolkien ed E.R. Eddison, hanno dedicato l'intera loro vita per mettere su carta le proprie fantasie. I loro capolavori (Il Signore degli Anelli nell'un caso, Il Serpente Ouroboros nell'altro) sono due romanzi dal valore indiscutibile e rappresentano l'apice stilistico della narrativa fantasy, essendo il primo un ritorno intenzionale alla sofisticata prosa del dramma elisabettiano e shakespeariano, il secondo la summa di tutte le conoscenze linguistiche e letterarie del Tolkien professore. Ancora: Poul Anderson, con la sua opera che mescola il fantastico alla tradizione, dimostra che anche il fantasy classico non è affatto vincolato alle regole morrisiane. I suoi Regina dell'aria e della notte e I figli del Tritone sono, ad es., rielaborazioni di antiche ballate danesi, mentre Tre cuori e tre leoni chiaramente rimanda a Un americano alla corte di Re Artù di Mark Twain. Ma anche la moderna big fat fantasy merita tutto il rispetto possibile: questi epici e monumentali cicli (su tutti La Ruota del tempo di Robert Jordan) sono dei veri e propri Guerra e Pace fantasy, in quanto ricostruzioni minuziose (aka: anni di lavoro) non solo delle storie di intere culture che si scontrano attraverso i continenti e le epoche (muovendosi in trame caleidoscopiche e in battaglie splendidamente descritte dal punto di vista tattico-militare), ma anche di religioni e lingue fittizie, glossari terminologici e cartine geografiche.
In difesa della fantascienza. Andando alla fantascienza va innanzitutto specificato quanto il termine italico per definire il genere sia scorretto. Nato dalla contrazione della iniziale espressione "scienza fantastica" (a sua volta grossolano tentativo di traduzione dell'inglese science fiction), fa pensare ad una applicazione fantasiosa della scienza, piuttosto che ad un genere narrativo che specula sulla scienza, come la definizione originale vuol significare. La fantascienza è un tipo di narrativa che fa della scienza il suo fuoco tematico: si può dire che essa narra di storie "possibili" perché speculano su sviluppi futuri giustamente prevedibili. Ma "scienza" è da intendersi in latu sensu: non solo tecnologia, viaggi nel tempo e genetica dunque, ma tutte le scienze umane, dalla teologia all'economia, dalla politica alla sociologia, dalla statistica alla storia. Ammetto che la fantascienza tecnologica, cd. superscienza o space opera di Edmond Hamilton e Jack Williamson, è abbastanza frivola e punta principalmente all'evasione (ma non per questo è priva di momenti d'interesse e di sense of wonder); ma la "letteratura speculativa" è piena di romanzi ben più impegnati. D'altronde è statisticamente dimostrato come il livello culturale dei lettori di fantascienza è medio-alto , essendoci tra questi giornalisti, architetti, ingegneri... Né va taciuto come la maggior parte degli scrittori stessi sono a loro volta scienziati, professori, matematici e studiosi di vario tipo. Si va dalla new space opera di David Brin, Arthur C. Clarke e Vernor Vinge, romanzi che per il loro dettaglio e l'accuratezza scientifica sovente hanno anticipato la reale frontiera scientifica, alla vera e propria fantascienza "alta", che si presta a chiavi di lettura molteplici, presente nelle antologie scolastiche e definita di volta in volta "romanzo allegorico", "utopìa", "distopìa", "ucronìa" e mai - ovviamente - "fantascienza". Sono questi gli scritti fondamentali del genere che evidenziano come fantascienza non sia sinonimo di "ghetto" narrativo o di marchio negativo imposto dalla cultura "seria": dalla fantapolitica (Il tallone di ferro di Jack London e 1984 di George Orwell) alla fantasociologia (Il pianeta delle scimmie di Pierre Boulle, Dramma d'avanguardia di John Brunner, Stato sociale: Amaranto di Jack Vance, e molti racconti di J.T. McIntosh); dalla fantateologia (L'undicesimo comandamento di Lester Del Rey e La trilogia interplanetaria di C.S. Lewis) alla fantastoria (su tutti La svastica sul sole di Philip K. Dick); dai romanzi utopici-distopici (Notizie da nessun luogo del già citato Morris e diversi romanzi di H.G. Wells; Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e Arancia meccanica di Anthony Burgess) alla new wave di Brunner e Dick ma anche di James Ballard, Stanislaw Lem, Theodore Sturgeon, Kurt Vonnegut jr. e Roger Zelazny (giusto per citare i più importanti), che rigetta i temi propri della fantascienza classica per focalizzarsi su tematiche quali razzismo, sesso, droga e inquinamento, marcatamente rivolte agli abissi della mente umana; passando per la fantascienza "pastorale" di Clifford Simak, che miscela elementi bucolici ed etici. Discorso analogo vale per lo scientific romance (quello di Jules Verne e dei Arthur Conan Doyle, H. Rider Haggard, Emilio Salgàri e Wells fantastici, per intenderci), antesignano della moderna fantascienza, e per la "narrativa d'anticipazione" - per giusto andrebbero considerati di-genere testi antichissimi quali L'uomo sulla Luna del vescovo Francis Godwin, L'utopìa di Tommaso Moro, La città del sole di Tommaso Campanella e addirittura alcuni dialoghi di Platone, opere di Voltaire e antichi "resoconti" greci e latini (ad es. La storia vera di Luciano di Samosata); o quantomeno romanzi risalenti al XVII e XVIII sec., come il Frankenstein di Mary Shelley e I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift: ormai assurti a pieno titolo al rango di classici e per i quali, ovviamente, si tace sulla loro origine pseudo-scientifica (o metascientifica).
postato da: fictionpub alle ore 19:15 | link | commenti
categorie: salottino fantascienza, salottino fantasy
mercoledì, 14 ottobre 2009

Il primo romanzo di Elder Scrolls. Aggiornato

L'editore statunitense Del Rey ha annunciato che dal 24 novembre p.v. sarà disponibile in America The Infernal City: an Elder Scrolls Novel, il primo di due romanzi ambientato nell'universo della famosa saga The Elder Scrolls di Bethesda. Il libro sarà subito disponibile anche in Italia grazie ai tizi di Multiplayer.it.
Scritto da Greg Keyes, il libro sarà ambientato quarant'anni dopo gli eventi di Oblivion, in una Tamriel minacciata da una città fluttuante chiamata Umbriel, che proietta un'ombra oscura su ogni luogo che sorvola, trasformando le persone in non-morti, e narrerà le vicende di un gruppo di eroi che avrà il compito di svelarne i misteri.



[fonte: mondoxbox]
postato da: fictionpub alle ore 16:36 | link | commenti
categorie: cinema-tv-fumetti e games, salottino fantasy
giovedì, 01 ottobre 2009

Il ritorno di Cthulhu

Ron Howard, passato alla regia dopo aver interpretato per anni il ragazzo perbene ma imbranato nel telefilm Happy Days, sembra impegnato nientemenoché nella trasposizione cinematografica del fumetto The Strange Adventures of H.P. Lovecraft: una serie che fonde sapientemente il creatore dei Miti di Cthulhu con le sue storie, trasformando l'autore H.P. Lovecraft in un investigatore dell'occulto alle prese con storie e mostri da incubo.
I temi oscuri e inquietanti dei Miti di Cthulhu hanno sempre sconfitto ogni tentativo, per quanto ben intenzionato, di rappresentarli adeguatamente sullo schermo; nel tempo si sono viste solo trasposizioni videoludiche (v. Silent Hill e Alone in the Dark). E Howard, noto per la sua positività, potrebbe non sembrare il regista più adatto per un'operazione del genere, ma pare animato dal più genuino entusiasmo.



[fonte: Fantasy Magazine]
postato da: fictionpub alle ore 09:07 | link | commenti
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